venerdì 6 marzo 2026

Referendum ed esoterismo matematico


Passeranno alla storia come i tre mesi dell' honesto mentire: un male al servizio di un bene superiore. Con qualche sprazzo di verità affiorante più nelle tonalità espressive che nelle parole vere e proprie. Succede al senatore Franceschini nell'intervista, di qualche giorno fa, al “Domani”:

la portata del segnale che emergerà dalla vittoria del Sì o del No sarà enorme (…) lancio un appello: si mobiliti tutta la società italiana (…) se la destra vincesse andrebbero avanti. Con il premierato puntano a superare l'attuale assetto funzionale (…) Meloni cerca i pieni poteri.

Premesso che per arrivare al Premierato (con la storia patria che ci ritroviamo, idea forse non felicissima) la Destra dovrebbe sempre passare attraverso quadrupla approvazione in Parlamento e, se del caso, altro referendum confermativo, è certo che il messaggio vuole suonare apocalittico. Passando dal “politico” al “papale papale”, il senso sembra questo:

Qui conta poco e nulla cosa ci sia o non ci sia scritto nella Legge Nordio; se possa esser buono o cattivo; se in passato possa essere stato battaglia anche nostra. Qui conta che se buscano questo successo popolare questi vincono pure nel 2027; con Meloni a Palazzo Chigi altri 5 anni.

Forzando un po' la forma, qualche giornale ha attribuito all'esponente PD un, Se vincono il Referendum non li fermiamo più. Muta l'aspetto ma la sostanza è la stessa.

Ovviamente, nel corso dell'intervista, il senatore qualche mossa d' entrare nel merito la tenta; e, come una litania, ricompaiono inesorabili alcune delle più fumose furbizie retoriche di questi mesi: “i magistrati (...) danno fastidio e quindi li limito” (come sempre, silenzio di tomba sul “come” la cosa potrebbe riuscire); oppure l' asfissiante filastrocca del, “leggete, leggete cosa ha detto Nordio rivolgendosi alla Schlein…”. Nuvolette a gogo, insomma. Ma... avemo da capì: l'Italia è quella vecchia, cara signora turrita dove l'inganno politico scorre nel sangue; è roba di visceri; faccenda metastorica. (“Stai sereno, Enrico...”).

Torna in mente il (troppo) celebrato segretario fiorentino del cap. XVIII de Il Principe, “il fine giustifica i mezzi” (non la disse proprio così, ma la sostanza è questa). E ancora di più, quell' altro suo passaggio - meno noto - del cap. III delle Istorie Fiorentine,

perché coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportono vergogna.

Per finire, una puntata nell'esoterico/matematico: per denunciare quanto tempo si stia buttando dietro futili questioni, Franceschini osserva che la legge Nordio non tocca gli interessi del 99% degli italiani; resta un 1% di toccati. Pagherei una cifra per sapere chi sono.

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